venerdì, Ottobre 18, 2024

Luglio Musicale Trapanese, la versione di Beltrami

Il Luglio Musicale Trapanese, come è noto, ha dovuto affrontare un periodo assai travagliato e le sue vicende sono state, come è naturale, al centro dell’attenzione mediatica ma anche di tanti cittadini legati al nostro Teatro di tradizione.

In questi ultimi giorni, con la scelta di una nuova governance e la rappresentazione, assai gradita dal pubblico, della prima delle opere in cartellone, le acque paiono essersi calmate e ci si augura che ciò sia di buon auspicio per una “navigazione” meno perigliosa e foriera di buoni risultati.

La redazione di Trapanisi.it ha incontrato il maestro Matteo Beltrami, che è stato direttore artistico del Luglio Musicale dal gennaio 2021 al maggio scorso, le cui dimissioni sono state variamente commentate sulla stampa e in città. Beltrami è tornato a Trapani lo scorso 1 luglio per dirigere, sul podio del Teatro “Giuseppe Di Stefano”, l’Orchestra Sinfonica Siciliana, concerto inaugurale della stagione estiva del Luglio Musicale Trapanese

Maestro Beltrami, quello con il Luglio Musicale Trapanese è stato certamente uno strappo non facile per lei che, su questo progetto, aveva accettato una scommessa impegnativa
Il mio proposito era di portare il Luglio Musicale Trapanese almeno allo stesso livello degli altri Teatri di tradizione italiani che hanno, chi più chi meno, prospettive a lungo termine, come richiede il Ministero. Chiunque può leggere i progetti che presentai a febbraio per il prossimo triennio e rendersi conto che la differenza rispetto al passato è netta e chiara: c’è una progettualità, un pensiero artistico e delle linee guida, su cui è chiaro che si possa anche discutere, ma che sono descritte nei minimi particolari. Quello che accadeva fino a qualche tempo fa al Luglio Musicale, il quasi “ritrovarsi” qualche settimana prima della Stagione e darle vita – per quanto poi, in alcuni casi anche con ottimi risultati – era un modus operandi che non mi è mai interessato. Dal punto di vista artistico, per me è più utile e stimolante scegliere delle mete, creare un percorso, porsi degli obiettivi, anche a lungo termine e particolarmente ambiziosi, e lavorare sodo per raggiungerli.

Sulle motivazioni delle sue dimissioni si è scritto e letto di tutto, qual è la verità?
In queste settimane sono rimasto stupito dalla superficialità con cui sono state pubblicate alcune notizie sul Luglio Musicale Trapanese che sono completamente errate e prive di fondamento. Ne ho lette e sentite di tutti i colori: racconti fantastici, trame da melodramma che sono completamente inventate. La realtà è molto semplice ma vorrei prima fare una breve premessa sul ruolo del direttore artistico – che mi pare non sia ben chiaro neppure a chi in passato ha svolto lo stesso incarico – per far comprendere ai lettori quali sono stati gli ambiti in cui mi sono mosso. Il direttore artistico deve ideare e presentare la Stagione lirica prima al Consiglio di Amministrazione e poi al Ministero. Nel caso specifico di quest’anno, il Ministero ha richiesto la Stagione 2022 nel dettaglio e il triennio 2022/24 a grandi linee.

Lo scorso anno – prosegue Beltrami – quando sono stato chiamato “in corso d’opera” si è dovuto lavorare con tempistiche non usuali mentre ho avuto modo di progettare la Stagione 2022 con largo anticipo e sottoporla, lo scorso mese di dicembre, all’esame del CdA. È in questa fase che, prendendo visione del progetto artistico e del relativo budget, il CdA e il consigliere delegato possono chiedere di apportare modifiche, come è in effetti accaduto, al fine di approvarlo. Dal preciso istante in cui è stata approvata, la “macchina” del Luglio avrebbe dovuto iniziare a muoversi per far sì che, nella data stabilita, in questo caso dal primo di luglio, la Stagione avesse inizio. Erano previsti nuovi allestimenti e quindi, a maggior ragione, le tempistiche precisamente indicate nel progetto dovevano essere rigorosamente rispettate da chi, per sua competenza, avrebbe dovuto “dare il la” ai lavori. Invece nulla è mai stato fatto perché il progetto diventasse operativo. Giornalmente io chiedevo spiegazioni su questa situazione di immobilismo e la motivazione che mi è stata sempre fornita era che l’allora consigliere delegato non dava l’autorizzazione a procedere. Da un certo momento in poi, ho avuto seri problemi di comunicazione con lui che, addirittura, mi aveva bloccato e non potevo raggiungerlo telefonicamente ma solo con messaggi whatsapp sul cellulare. Non posso negare che i miei rapporti con lui non siano mai stati facili ma, ancor oggi, non trovo una spiegazione razionale per questo suo comportamento. Si è così arrivati a maggio senza che nulla, nulla fosse stato intrapreso per allestire la Stagione estiva secondo quanto era stato stabilito. A niente sono valse le mie sollecitazioni, di cui esistono tracce inequivocabili via e-mail, pec e in diverse telefonate.
Quando mi è parso chiaro che la Stagione come l’avevo pensata e come era stata approvata dal CdA non si sarebbe potuta più realizzare, a causa di una miope scaramuccia nei miei confronti, e l’alternativa sarebbe stata solo quella di rimaneggiarla al ribasso, non trovandomi d’accordo con questo tipo di gestione e di atteggiamento ho deciso di dare le dimissioni. Il “problema” non è stato nella preparazione del progetto, la cui responsabilità era mia come direttore artistico, ma nella sua realizzazione che è competenza e responsabilità di altri.

Lei, peraltro, al momento in cui ha lasciato l’incarico di direttore artistico ha diffuso una nota stringata, forse troppo, si potrebbe dire, date certe reazioni in citta?
Mi sono dimesso con una nota stringata, è vero, ma ho consegnato al Consiglio di Amministrazione del Luglio Musicale una relazione dettagliata, anche molto dura – assolutamente basata sui fatti e su verità incontestabili – sullo stato dell’Ente, della Stagione lirica 2022 e con le mie previsioni riguardo ai danni che quel modo di procedere avrebbe provocato al Luglio Musicale e alla sua programmazione. Guarda caso, intanto, quelle a breve termine – e mi auguro vivamente che per quelle a lungo termine si riesca a porre rimedio – si sono avverate. Si tratta di un documento che è agli atti e può essere visionato da chi è davvero interessato a capire.
Dopo le mie dimissioni, ho anche notato che le obiezioni sollevate nei miei confronti da tutto partivano fuorché dal contenuto del progetto presentato al Ministero, che evidentemente i miei detrattori non hanno letto, che è l’unico terreno possibile di discussione mentre sono state sollevate questioni che non hanno nessuna verità né validità.
Tra queste un editoriale che, intanto, dimostra l’incompetenza e la non conoscenza della materia da parte di chi lo ha scritto, che è un compendio di luoghi comuni e non verità. Tra gli esempi che si citano per screditare la mia direzione artistica, rispetto a quella precedente, si parla, come fosse qualcosa di poco opportuno, del fatto che l’Ente dovesse sborsare un compenso extra per il mio contratto come direttore del concerto inaugurale con l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Devo ricordare a costui che trattasi di una prassi del tutto comune nei Teatri perché, avendo già sotto contratto un artista di chiara fama, questo chiede un cachet molto ridotto rispetto ad un direttore d’orchestra esterno, quindi con un risparmio per il Teatro stesso. Ma, anche volendo dare seguito a questa obiezione, tengo a sottolineare che nel 2019, il Luglio Musicale Trapanese – e tutti sanno chi ne fosse allora il direttore artistico – pagava anche un casting manager. Questa è una figura che esiste soprattutto nei grandi Enti Lirici come La Scala dove il direttore artistico, con tantissimi progetti da seguire, non può occuparsi anche della scelta e dell’ingaggio degli artisti. Non è questo, certo, il caso del Luglio Musicale Trapanese, come, del resto, di tutti gli altri Teatri di tradizione, dove il direttore artistico deve normalmente mettere in scena tre opere, due, tre balletti e qualche concerto e può, perciò, occuparsi anche dei cast.

Forse – continua Beltrami – ci si dovrebbe chiedere perché il direttore artistico precedente avesse bisogno di un casting manager che era anche un direttore d’orchestra. Assodato che anche questa cosa non è di per sé in alcun modo illecita, vorrei però ricordare all’estensore dell’editoriale che quel casting manager si è auto scritturato cinque volte nella stessa stagione come direttore d’orchestra, percependo un compenso extra per ognuno dei cinque contratti. Chi lo ha pagato? Ovviamente il Luglio Musicale mentre, nel caso del mio concerto del primo di luglio, chiarisco anche questo, il sottoscritto è stato pagato interamente dall’Orchestra Sinfonica Siciliana.

Tutto sommato, nonostante la maretta dell’ultimo periodo in cui si sono susseguite le dimissioni di un direttore artistico e di un altro consigliere delegato in pectore e di quello finora titolare, la Stagione è partita, anche se con modifiche
Visto lo stallo che si è protratto fino a giugno, è davvero un miracolo di cui dovete ringraziare Pietrafitta e Roccaro. Purtroppo, nel frattempo la maggior parte degli artisti previsti ha dato forfait ed è stata eliminata l’opera “Il Trovatore” in coproduzione, Luglio Musicale capofila, con altri sei teatri italiani. Il fatto che sia stata cancellata e che il Luglio Musicale Trapanese non sia stato in grado di onorare l’impegno preso ritengo sia una sconfitta per l’Ente. Purtroppo ho cercato fino all’ultimo di evitarlo e, quando ho capito che c’era chi lavorava giornalmente per boicottarlo, me ne sono andato.

Perché ritiene le coproduzioni così importanti per il Luglio Musicale Trapanese?
Le coproduzioni – già adottate da anni da tutti i Teatri di tradizione italiani – normalmente consentono di realizzare un prodotto migliore a un costo minore. Ecco perché avevo intrapreso questa strada, con l’Ente capofila. Il Trovatore avrebbe portato un allestimento “trapanese” in giro per tutta Italia, migliorando la reputazione del Luglio nel panorama musicale italiano. Perché, nonostante in passato alcuni mezzi di informazione cittadini lo abbiano fatto passare come, usando una metafora calcistica, una squadra di serie A, si tratta di una valutazione puramente velleitaria. All’interno del panorama musicale nazionale, fino al 2021, il Luglio non si è mai collocato al vertice e neppure a metà classifica.

Dopo le sue dimissioni abbiamo registrato altri abbandoni, come quello del maestro Carmelo Caruso che aveva accettato la proposta del sindaco di Trapani (che è anche presidente del LMT) ma non è neppure arrivato a firmare il contratto di direttore artistico. Come se lo spiega?
Non sono il maestro Caruso né voglio rispondere per lui ma ho letto le sue dichiarazioni, che condivido. Lui ha ribadito ciò che ho affermato: il problema non era più di natura artistica, era stato presentato un progetto che andava realizzato: solo dopo, semmai, si sarebbe potuto discutere se si fosse trattato – come hanno testimoniato le recensioni che abbiamo ricevuto lo scorso anno – di una Stagione riuscita.
A poco più di un mese dall’inizio di una stagione lirica assai complessa della quale, nonostante l’approvazione da parte del CdA, il consigliere delegato in carica non aveva mai autorizzato la realizzazione, il direttore artistico – chiunque esso sia – può fare ben poco.
Per quanto riguarda il firmare il contratto era una pratica che, evidentemente, il consigliere delegato riteneva superflua o sorpassata: riguardo al 2022 io stesso, pur avendo presentato ufficialmente la domanda FUS al Ministero in qualità di direttore artistico dell’Ente Luglio Musicale Trapanese, e pur avendone fatto più volte richiesta, a parte una prima stesura incompleta, non ho poi mai ricevuto né firmato alcun contratto.

Tra gli “errori” che a Trapani qualcuno le ha imputato c’è stato anche il mancato ottenimento della maggiorazione del 5% del contributo ministeriale
Riguardo al biennio 2020/21, a causa della pandemia Covid, il Ministero non ha effettuato alcuna valutazione della parte artistica delle Stagioni dei Teatri di tradizione ma ne ha preso in considerazione solo il bilancio consuntivo. Nella nota in cui si parla della mancata assegnazione della maggiorazione del 5%, sono chiaramente indicate norme che fanno riferimento a criteri di tipo prettamente amministrativo, quindi non a me imputabili.

Il sindaco di Trapani ha rassicurato tutti, qualche settimana fa, annunciando la nuova governance del Luglio Musicale Trapanese, che l’Ente è stato messo in salvo
Come ha giustamente detto Tranchida, il Luglio, adesso, è stato messo in sicurezza perché aveva una situazione economico-finanziaria piuttosto precaria. Si tratta di un fardello che noi ci siamo ritrovati dalle precedenti gestioni e questo è un dato di fatto. Purtroppo a Trapani si può affermare tranquillamente qualsiasi cosa sul Luglio Musicale Trapanese: che in passato fosse il migliore teatro italiano e che poi improvvisamente, cambiando gestione, non ha funzionato più nulla. È una bella favola e mi fa piacere che esistano persone così ingenue che credano ancora a Babbo Natale. La verità, però, è ben diversa ancorché assai semplice da comprendere: personalmente trovo paradossale sbandierare come esempio di realtà virtuosa un Ente che ha accumulato quasi due anni di ritardo nel pagamento di artisti e fornitori (nel gennaio 2021 il Luglio doveva ancora pagare gran parte della Stagione 2019.)

Quindi non era la Stagione da lei allestita a rischiare di portare sul lastrico il Luglio Musicale?
Il mio progetto per la Stagione 2022, corredato del relativo budget è stato condiviso, visionato, vagliato, discusso dal Consiglio di Amministrazione, dai revisori dei conti, dall’allora consigliere delegato e infine approvato all’unanimità. Questi sono i fatti. Il resto sono pettegolezzi di bassa lega.

Maestro Beltrami, c’è un elemento di criticità, in particolare, che lei ha riscontrato nel periodo in cui è stato direttore artistico del Luglio Musicale Trapanese?
Sono anni che vedo che i Teatri che si aiutano; a volte questo non riesce nella maniera migliore ma nel 90% dei casi i risultati sono decisamente superiori rispetto al fare tutto da soli. A Trapani ho trovato una grande diffidenza rispetto al resto del mondo, una sorta di “autarchia”, il timore di “essere fregati”. La mia esperienza nazionale e internazionale mi porta, invece, a dire che il fare rete sia un valore aggiunto ma, purtroppo, nonostante i miei sforzi, non sono riuscito a fare passare questo concetto, sia all’interno dell’Ente sia nell’ambito dell’Amministrazione comunale. Non era certo un obbligo seguire questo percorso da me indicato ma questo principio era uno dei capisaldi dei miei progetti e mi rammarico che non sia stato percepito come positivo per il Luglio Musicale Trapanese.

Lei è tornato a Trapani per il concerto inaugurale della Stagione estiva, dirigendo sul palco del teatro “Giuseppe Di Stefano” l’Orchestra Sinfonica Siciliana. Ha incontrato il nuovo direttore artistico e il nuovo consigliere delegato?
Sì, ovviamente li ho incontrati entrambi, il maestro Walter Roccaro, che non conoscevo, è venuto a salutarmi in camerino prima di cominciare il concerto; anche con l’avvocato Natale Pietrafitta ho avuto modo di parlare molto francamente, trovando in lui una persona di grande spessore. Per me è un dispiacere pensare che, se il sindaco mi avesse dato retta prima, quando a dicembre avevo lanciato un primo aut aut per chiedere una soluzione all’immobilismo dell’allora consigliere delegato, con lui avremmo sicuramente costruito un rapporto proficuo e, forse, le cose sarebbero andate diversamente.
Ma il patetico ruolo di “vedovo inconsolabile” del Luglio Musicale – che non trova pace perché non ricopre più alcuna carica al suo interno – è già magistralmente interpretato da qualcun altro, per quanto mi riguarda ricorderò sempre con grande affetto questa “storia d’amore” con un’istituzione a cui ho dedicato tutte le mie energie e dalla quale ho avuto molte soddisfazioni. Ma, quando una relazione mostra problematiche difficili da sanare, è giusto dare un taglio netto senza rancori o ripensamenti.
Sono sicuro che, con un CdA rinnovato e molto rigoroso, un’assessora alla Cultura davvero speciale e vulcanica come Rosalia d’Alì e nelle mani di questa nuova governance, l’Ente troverà un periodo di serenità durante il quale intraprendere un percorso di rinascita.

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